CASA COVRE

Intervista a Matteo Covre

Ho iniziato ancora prima di terminare gli studi, mentre andavo a scuola. A essere sincero, mi attirava più “fare” che studiare, e allora mio padre in estate mi prendeva sotto l’ala e mi portava con sé in azienda. Mi dava da fare lavori semplici, quello che capitava. Rivestire col cuoio le maniglie, ad esempio: ne ho fatte a migliaia…

In realtà ti piaceva?

Sì, mi dava un impegno gratificante. Quando poi sono entrato in azienda a tempo pieno, ho svolto mansioni sempre più impegnative: ho fatto una quantità di sedie in cuoio!

Ho iniziato al taglio: si usavano le fustelle, che sono degli strumenti per tagliare il cuoio, a pressione, secondo forme a disegno. Poi sono passato all’incollaggio e al rivestimento, calzando il “vestito” in cuoio o in pelle sul telaio. Mi piaceva, l’incollaggio, la cabina a spruzzo, il fatto di finire il prodotto con le mie mani, vedere quello che ne usciva da un telaio nudo e crudo.

Così ho imparato cos’è il lavoro, cosa richiede per essere fatto bene, cosa si prova a farlo. Lavoravo insieme agli operai, molti sono ancora qui in azienda, e sono gli stessi con cui ho condiviso il banco di lavoro.

Quando hai subito il fascino di passare da terzista a produttore?

Quando scaricavo dai camion dei clienti le strutture grezze da rivestire, ero sempre curioso di capire che componente del mobile fosse, e dove sarebbe andato ad abitare una volta finito.

Mi rendeva orgoglioso sapere che quel pezzo lo avrei fatto io.

La spinta a iniziare a fare qualcosa di mio è venuta da mio padre: io mi offrivo di aiutarlo e lui mi dava spazio, così ho visto nascere la prima cabina armadio tutta rivestita in pelle, Archimede. Da piccolo giocavo coii mattoncini Lego: costruire giocattoli mi piaceva, ma fare prodotti veri e completi con cuoio e pelle mi ha entusiasmato.

I tuoi prodotti, oggi, non sono però solo in cuoio, o pelle

Infatti. Un giorno, lavorando con un cliente russo, mi sono accorto che la voglia di sfarzo del classico stava passando. Arrivava la ricerca di prodotti più equilibrati, in cui il mix di materiali fosse più sapiente, calibrato, dosato con cura per ottenere sì una ricchezza di prodotto, ma più rispettosa delle risorse.

Da quel momento abbiamo cambiato il nostro look, e sono certo che sia cambiato in meglio: unendo alla pelle altri materiali nobili, metalli con finiture ricercate, legni con forte personalità, quel che ne viene è un prodotto strepitoso. 

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